Una nuova analisi del Climate Perception Index di The Data Appeal Company mostra che le ondate di calore ripetute e insolitamente precoci stanno iniziando a influenzare il modo in cui i viaggiatori percepiscono le condizioni climatiche estive nell’Europa meridionale, con Francia e Italia che evidenziano i segnali più chiari di cambiamento.
FIRENZE, 1 settembre 2026 – Dopo un’estate caratterizzata da ondate di calore frequenti e temperature superiori ai 40°C in diverse aree d’Europa, il caldo estremo è diventato un elemento centrale nelle conversazioni sui viaggi del 2026. Una nuova analisi di The Data Appeal Company / Gruppo Almaviva evidenzia che, sebbene le destinazioni mediterranee continuino a essere fortemente associate a condizioni climatiche estive favorevoli, il ripetersi di episodi di caldo intenso e inatteso sta iniziando a mettere in discussione questa percezione per alcuni mercati.
Utilizzando la piattaforma di travel intelligence Data Appeal Mabrian, lo studio analizza l’evoluzione del Perception of Climate Index (PCI) nelle cinque principali destinazioni del Mediterraneo meridionale, Spagna, Portogallo, Francia, Italia e Grecia, dal 2023 all’estate 2026, esaminando i cambiamenti nella percezione dei viaggiatori e la loro reattività in relazione ai periodi di ondate di calore registrati ufficialmente.
Cinque principali evidenze emergono dall’analisi 2026
• Il caldo continua a generare soprattutto shock percettivi di breve periodo, ma il 2026 mostra i primi segnali di un cambiamento più strutturale
Nelle destinazioni mediterranee il PCI tende generalmente a diminuire durante le ondate di calore e a recuperare una volta che le temperature tornano alla normalità. Tuttavia, episodi sempre più frequenti, precoci e prolungati stanno iniziando a superare il semplice disagio temporaneo, influenzando in modo più ampio la percezione delle condizioni climatiche estive.
• La Francia rappresenta il segnale di allerta più evidente
La Francia ha registrato un PCI medio di 77,2 tra maggio e luglio 2026, nettamente inferiore rispetto a Portogallo (93,5), Italia (91,6), Spagna (90,4) e Grecia (89,9). Le ondate di caldo ripetute e atipiche a inizio stagione sembrano generare i segnali più marcati di un possibile deterioramento dell’attrattività climatica della destinazione.
• L’Italia inizia a mostrare segnali di un effetto cumulativo
Dopo aver raggiunto una solida media PCI di 92,2 nell’estate 2025, il valore registrato tra maggio e luglio 2026 risulta inferiore di 0,9 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pur mantenendosi su livelli elevati, il dato torna sostanzialmente nell’intervallo osservato negli anni precedenti. Sebbene le singole ondate di calore abbiano generato reazioni di breve periodo relativamente moderate, l’esposizione ripetuta a temperature estreme sembra iniziare a incidere sull’evoluzione complessiva della percezione climatica dei viaggiatori.
• Spagna e Grecia restano resilienti, ma altamente sensibili al caldo estremo
Entrambe le destinazioni mostrano marcate oscillazioni del PCI nel breve periodo durante le ondate di calore, soprattutto quando le condizioni estreme si verificano precocemente o persistono a lungo. La percezione climatica estiva della Spagna rimane complessivamente solida, con una media di 87,2 dal 2023, mentre la Grecia mantiene una media di 89,2, pur registrando nel 2026 risultati leggermente inferiori rispetto agli anni precedenti.
• Il Portogallo dimostra come le aspettative climatiche possano generare resilienza
Con un PCI medio di 91,1 nelle estati analizzate, il Portogallo registra una delle percezioni climatiche più stabili della regione. La progressiva normalizzazione di estati più calde sembra ridurre la sensibilità alle alte temperature. Anche un forte calo di 33,5 punti durante l’eccezionale ondata di calore del settembre 2025 si è infatti rivelato temporaneo. Questo conferma una delle principali conclusioni dello studio: le aspettative dei viaggiatori contano quasi quanto le temperature stesse.
L’analisi evidenzia inoltre differenze significative tra i mercati di origine. I viaggiatori francesi, insieme ai viaggiatori domestici nei due mercati analizzati, Spagna e Francia, tendono a essere maggiormente sensibili al caldo estremo. Al contrario, i viaggiatori britannici mostrano generalmente reazioni negative nel breve termine, seguite però da un recupero relativamente rapido. I viaggiatori statunitensi appaiono invece più tolleranti rispetto al caldo estivo mediterraneo, mantenendo percezioni climatiche positive anche durante periodi di temperature particolarmente elevate.
I risultati suggeriscono che l’impatto del cambiamento climatico sul turismo non può essere misurato esclusivamente attraverso le temperature. Per le destinazioni conta soprattutto quanto le condizioni estreme risultino insolite, prolungate e inattese, e se arrivino a mettere in discussione le aspettative consolidate dei viaggiatori su ciò che dovrebbe essere una vacanza estiva.
“Con il clima estremo che diventa una componente sempre più visibile dell’esperienza di viaggio, le destinazioni devono passare da un approccio reattivo a uno proattivo nella gestione delle condizioni climatiche. Le ondate di calore non possono essere controllate, ma le aspettative e l’esperienza dei viaggiatori sì”, afferma Carlos Cendra, Chief Marketing and Communications Officer di The Data Appeal Company.“Comprendere come le soglie di comfort varino tra i diversi mercati può aiutare le destinazioni ad adattare la propria offerta, il momento in cui la promuovono e il modo in cui costruiscono esperienze lungo tutto l’arco della stagione.”
Scarica il report “La nuova realtà climatica nel Mediterraneo: come le ondate di calore stanno ridefinendo la percezione dei viaggiatori” al seguente link: https://datappeal.io/it/ondate-calore-percezione-mediterrano
* Il Perception of Climate Index (PCI) misura la percezione dei viaggiatori rispetto alle condizioni climatiche delle destinazioni su una scala da 0 a 100. L’analisi copre i mesi estivi (maggio-settembre) in Spagna, Portogallo, Francia, Italia e Grecia dal 2023, con dati 2026 analizzati fino a luglio.
The Data Appeal Company
Parte del Gruppo Almaviva dal 2022, The Data Appeal Company (Data Appeal) è leader globale nella data intelligence per il turismo basata su intelligenza artificiale. Insieme a Mabrian Technologies, l’azienda ha sviluppato la soluzione proprietaria di travel intelligence Data Appeal Mabrian: un ecosistema integrato che trasforma i Big Data provenienti da oltre 130 fonti in insight predittivi e indicazioni strategiche per destinazioni, enti turistici e professionisti del settore in tutto il mondo. Grazie a un mix di IA proprietaria, analisi avanzate e competenze specialistiche di consulenza turistica, Data Appeal aiuta le organizzazioni del settore travel & tourism a prendere decisioni più consapevoli, ottimizzare le strategie di marketing, migliorare l’esperienza dei visitatori e favorire una crescita sostenibile e una competitività duratura. Il portfolio di Data Appeal include anche Coach, piattaforma per l’ottimizzazione della web reputation, e Location, soluzione di spatial intelligence a supporto della pianificazione territoriale strategica.
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