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Secondo The Data Appeal Company, nelle quattro città europee sono state registrate oltre 6 milioni di presenze agli eventi. L’analisi stima inoltre che quasi 6 euro su 10 della spesa incrementale dei visitatori siano stati destinati al comparto food & beverage, confermando il contributo significativo del Pride alle attività economiche e ai territori locali.

FIRENZE (Italia), 14 settembre 2026 – Quasi la metà degli eventi Pride organizzati nelle principali destinazioni europee del Regno Unito, della Spagna, dei Paesi Bassi e della Germania si è svolta in quattro città: Amsterdam, Madrid, Londra e Colonia. Complessivamente, queste hanno rappresentato il 92% sia delle presenze totali sia della spesa turistica incrementale generata dalle celebrazioni Pride nei quattro Paesi, secondo The Pride Effect: Measuring Tourism and Economic Impact Across Europe, il nuovo report di The Data Appeal Company / Gruppo Almaviva, realizzato sulla base degli insight di Data Appeal Mabrian, la soluzione di travel intelligence dell’azienda.

Sviluppato in collaborazione con Queer Destinations, nell’ambito della recente partnership strategica avviata tra le due organizzazioni, il report analizza l’impatto turistico ed economico delle celebrazioni Pride in Europa.

I risultati dimostrano che il Pride è molto più di una celebrazione culturale e sociale”, afferma Carlos Cendra, Chief Marketing Officer di The Data Appeal Company. Quando le persone si sentono accolte e valorizzate, sono più propense a vivere la città in modo attivo, generando un valore duraturo e diffuso che contribuisce a rendere le destinazioni più connesse, dinamiche e resilienti per visitatori, residenti, imprese e comunità,” dichiara Carlos Cendra, Chief Marketing & Communications Officer at The Data Appeal Company

A seguito dell’organizzazione di EuroPride e WorldPride 2026 ad Amsterdam emergono con chiarezza i benefici che i grandi eventi Pride possono generare in termini di domanda turistica, spesa dei visitatori e ricadute economiche per le destinazioni ospitanti.

#1: Amsterdam: i festival hanno generato il 77% della spesa turistica legata al Pride

In qualità di città ospitante del WorldPride 2026, il programma del Pride di Amsterdam è stato fortemente caratterizzato dall’evento stesso. Il WorldPride ha generato 78,5 milioni di euro di spesa turistica incrementale, pari a circa il 60% del totale cittadino. Più in generale, i festival sono stati il principale motore dell’Amsterdam Pride, rappresentando il 71% delle presenze e il 77% della spesa turistica incrementale.

#2: Madrid: il Pride ha favorito i viaggi e soggiorni più lunghi

Con oltre 2 milioni di presenze, il comparto food & beverage ha rappresentato il 61% della spesa turistica incrementale durante le celebrazioni Pride, mentre ospitalità e trasporti hanno inciso rispettivamente per il 20% e il 19%. Questi dati suggeriscono una combinazione di pernottamenti e spostamenti in città, probabilmente favorita anche dalla maggiore durata del calendario degli eventi Pride madrileni.

#3: Londra: una struttura dei costi più elevata aiuta a spiegare la spesa dei visitatori

Londra ha registrato oltre 1 milione di presenze. I visitatori giunti in città specificamente per partecipare al Pride hanno generato 86,2 milioni di euro di spesa turistica incrementale. Il food & beverage ha rappresentato il 62% del totale, anche in ragione del più elevato livello dei prezzi della città, seguito dai trasporti con il 21% e dall’ospitalità con il 17%.

#4: Colonia: un programma compatto con un impatto rilevante

Pur rappresentando meno dell’1% degli eventi analizzati, Colonia ha registrato 1,2 milioni di presenze. La città ha generato il 14% della spesa turistica incrementale complessiva prodotta dagli eventi Pride esaminati da Data Appeal Mabrian nei quattro Paesi. Il comparto food & beverage ha rappresentato il 58% del totale, mentre i trasporti hanno raggiunto il 28%, evidenziando la forte partecipazione e la significativa domanda di mobilità generata dal programma concentrato di eventi.

Il mondo è cambiato e gli eventi Pride in tutto il mondo rappresentano un esempio evidente del valore economico, sociale e culturale della comunità LGBTQ+“, afferma Edgar Weggelaar, CEO di Queer Destinations. “Sebbene generino importanti entrate per città e imprese, molti Pride continuano a essere organizzati da enti no profit che operano senza compenso e con il contributo volontario di artisti che mettono a disposizione il proprio talento. Crediamo sia arrivato il momento di compiere scelte più consapevoli come comunità, sostenendo aziende e destinazioni che investono concretamente nei settori più vulnerabili della comunità LGBTQ+ e garantendo alle organizzazioni Pride un adeguato ritorno per il lavoro svolto.

Scarica il report The Pride Effect: Measuring Tourism and Economic Impact Across Europe, realizzato da Data Appeal e Queer Destinations:
https://datappeal.io/pride-2026/