Skip to main content

Secondo l’analisi di Data Appeal, giugno e luglio offrono alle destinazioni la maggiore opportunità di massimizzare le entrate turistiche con un numero minore di eventi. Gli eventi di media scala emergono come strumento strategico per distribuire i benefici economici alleggerendo la pressione durante l’alta stagione.

FIRENZE (ITALIA), 29 luglio 2026 — Gli eventi di grande scala generano il 51% della spesa turistica incrementale legata agli eventi estivi, pur rappresentando meno dell’1% di tutti gli eventi in programma nel Mediterraneo meridionale, secondo un’analisi di The Data Appeal Company / Almaviva Group condotta con Data Appeal Mabrian, la sua soluzione di travel intelligence. Nel complesso, tra maggio e settembre, la spesa turistica incrementale generata dagli eventi in Spagna, Italia, Francia e Grecia è stimata in 3,7 miliardi di euro.

L’analisi individua quattro insight chiave sugli eventi estivi, basati su dati medi e specifici relativi a quattro mete del Mediterraneo meridionale — Spagna, Italia, Francia e Grecia — su tutti gli eventi in programma tra maggio e settembre 2026. Per ciascun Paese è stato valutato l’impatto turistico in termini di numero e categoria di eventi, partecipazione e spesa turistica incrementale (la spesa aggiuntiva generata dai visitatori che viaggiano specificamente per partecipare a un evento).

  • I concerti sono la più ampia categoria di eventi estivi nel Mediterraneo meridionale: nei quattro Paesi analizzati, i concerti rappresentano la quota più ampia di eventi estivi, rappresentando il 38,5% del totale. La Francia fa eccezione, dove gli eventi di arti performative rappresentano la quota più ampia (43,5%), nonostante generino una partecipazione e una spesa turistica inferiori. In termini di partecipazione, gli eventi musicali — in particolare i festival (38,6%) e i concerti (22,2%) — e gli eventi sportivi (28%) attraggono in media il pubblico più numeroso nelle quattro destinazioni. Anche le fiere e le esposizioni registrano una partecipazione significativa, in particolare in Grecia (34%) e, in misura minore, in Italia (14,4%) e Francia (12,8%).
  • Il comparto Food & Beverage alimenta l’impatto economico locale degli eventi: in media, il 52% della spesa turistica incrementale legata agli eventi è assorbito da ristoranti, bar e altre attività di food and beverage, a conferma del contributo significativo del settore alle economie locali nelle destinazioni analizzate. Inoltre, tra le categorie di eventi che generano i livelli più elevati di spesa turistica incrementale — come eventi sportivi, festival e concerti — il food and beverage rappresenta tra il 44% e il 58% della spesa totale dei visitatori. Gli eventi di community (come mercati e fiere locali) si distinguono ulteriormente, con quasi due terzi della spesa turistica legata agli eventi indirizzata verso attività di food and beverage.
  • Sbloccare la finestra di redditività: Nelle destinazioni analizzate, gli eventi organizzati a giugno e luglio raggiungono l’equilibrio più favorevole tra numero di eventi e spesa turistica incrementale generata. Lo studio individua in questo periodo la migliore finestra di redditività — il momento in cui le destinazioni possono massimizzare la spesa dei visitatori con un numero minore di eventi, aumentando i ritorni economici prima del picco della domanda turistica ed evitando ulteriore pressione turistica nelle settimane più intense della stagione estiva.

“Per i destination manager, la vera opportunità sta nel passare dalla semplice programmazione degli eventi a una strategia più strutturata. Sfruttando i dati, le DMO possono individuare quali categorie di eventi — come concerti, festival musicali e grandi eventi business — generano il maggiore impatto turistico e pianificarli per massimizzare i ritorni economici, sostenere le attività locali e bilanciare meglio i flussi di visitatori durante tutto l’anno,” spiega Carlos Cendra, Chief Marketing Officer di Data Appeal.

Gli eventi di giugno e luglio evidenziano una proporzione positiva tra volume e spesa

  • Valorizzare il ruolo strategico della dimensione degli eventi: Gli eventi con la partecipazione e la spesa turistica attese più elevate — classificati nello studio come eventi Tier 1 (Categoria 1) — sono i principali motori della spesa dei visitatori e dell’impatto economico locale. In tutte e quattro le destinazioni, il 51% della spesa turistica legata agli eventi è generato da eventi di Categoria 1, pur rappresentando meno dell’1% di tutti gli eventi estivi. Allineandosi alla finestra di redditività, ottimizzare i tempi e il numero degli eventi di Categoria 1 offre alle destinazioni l’opportunità di massimizzare i benefici economici sostenendo al contempo la qualità della vita dei residenti. Allo stesso tempo, gli eventi Tier 2 (Categoria 2), che rappresentano il 43% di tutti gli eventi estivi, combinano una forte spesa turistica incrementale con livelli di partecipazione più contenuti. Questo li rende un’opzione strategica per le destinazioni più piccole che vogliono aumentare le entrate turistiche gestendo in modo più sostenibile i flussi di visitatori.

Oltre il 51% della spesa incrementale turistica generato da meno dell’1% degli eventi ###

Per maggiori informazioni

Ana Maria Marquez

Communications Manager

+34679650890

[email protected]

Richiedi ora il report gratuito

Iscriviti alla newsletter per scaricare il report